“Epiche, amiche e innamorate”, Chiara Bernocchi ha scelto “Bookabook”

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Ogni strada è buona per provare a realizzare il proprio sogno: Chiara Bernocchi è giovanissima, ma ha scritto un romanzo d’altri tempi e, per farlo pubblicare, ha scelto la strada della casa editrice online Bookabook.

È successo che il suo manoscritto è stato selezionato e, fra qualche mese, scopriremo se la sua campagna di crowdfunding sarà andata a buon fine permettendo così la pubblicazione del suo libro.

Questo è il suo spazio nella Sezione Primavera.

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Epiche, amiche e innamorate

Una finestra sui libri

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Cari lettori il libro che vi presento oggi è davvero originale. L’autrice, Chiara Bernocchi, è giovanissima e questo è il suo primo romanzo. Un romanzo accuratamente costruito, appassionante e coinvolgente.

Un romanzo che parla di donne, donne epiche, amiche e innamorate. Le protagoniste sono Arianna e Didone, Andromaca e Penelope, Psiche e Calipso, Eco e Dafne, Atena e Teti. Donne che si scrivono lettere e a cuore aperto si scambiano consigli, consigli sull’amore tradito, sull’amore consapevole, sull’amore coniugale, sull’amore offeso e sull’amore materno.
Consigli sinceri come quelli che solo buone amiche sanno scambiarsi. Parole intelligenti che ci trascinano dentro il testo e approfondiscono storie e stati d’animo che non sono mai stati esplorati in maniera cosí onesta e autentica.

Grazie al libro di Chiara approfondiamo storie e punti di vista differenti. Quante volte ad esempio ci siam chiesti cosa avessero davvero provato Arianna e Didone? E le angosce di Psiche…

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“L’amore non è una né una favola né una tragedia: è quel che sta nel mezzo” righe su “Epiche, amiche e innamorate”.

Righe di Arte

WDM32547Arianna a Nasso, della pittrice preraffaellita Evelyn de Morgan (1877)

Alla fine è solo colpa di Zeus se noi poveri esseri umani ci affanniamo tutta la vita, o buona parte di essa, a ricercare l’Amore Perfetto, l’altra metà della mela, la nostra anima gemella, l’essere che ci completa e che ci fa sentire invincibili e perfetti. L’amore che ci fa credere all’Eternità.

Nella mitologia greca troviamo non solo l’origine e la spiegazione di tutti i patimenti d’amore, ma anche l’amore in tutte le sue forme, più o meno positive. L’amore corrisposto ma osteggiato dagli eventi, l’amore tradito, l’amore offeso, l’amore non corrisposto, l’amore violento.

Tutte queste forme d’amore, viste attraverso gli occhi di donne immortali e moderne, sono presenti nel primo romanzo di Chiara Bernocchi, Epiche, amiche e innamorate, per il quale la casa editrice Bookabook ha di recente lanciato una campagna di crowdfundin per procederne con la pubblicazione.

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Epiche, amiche e innamorate

Grazie a Pin@ per la segnalazione!

Bambole Spettinate Diavole del Focolare

Oggi voglio parlarvi di Epiche, amiche e innamorate, libro scritto dalla nostra collaboratrice Chiara.

Il libro è un breve romanzo epistolare che raccoglie le lettere di cinque coppie di donne del mito e dell’epos sulla tematica dell’amore  (coniugale, fedele, offeso, maturo e materno ). Arianna piantata in Nasso da Teseo, per esempio, consola Didone abbandonata da Enea, Andromaca e Penelope attendono insieme la fine della guerra, Psiche convince Calipso a chiudere una relazione che non ha alcuna possibilità di decollare. Eco e Dafne gridano la loro denuncia contro gli uomini che le hanno offese ed infine Teti e Atena si confrontano sull’idea di madre e di maternità.

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Epiche, amiche e innamorate

Estratto del libro: “Epiche, amiche e innamorate” disponibile nel formato cartaceo e in e-book sul sito di Bookabook nella sezione: “Nuove Campagne” https://bookabook.it/libri/epiche-amiche-innamorate/

Grazie a chiunque volesse condividere e sostenere la campagna di crowdfunding!

Dell’amore offeso

Cara Dafne,

se solo potessi esprimere a parole lo splendore dell’uomo che mi ha rapito il cuore! I poeti dovrebbero decantare una tale bellezza e gli artisti farne un ritratto così che tutti la possano ammirare a occhi sgranati in ogni momento della loro vita, perché basterebbe vederla anche solo un attimo per non poterne più fare a meno.

Così è successo a me un giorno, mentre riposavo nella mia dimora tra i boschi; ad un tratto sentii i lamenti di un cervo intrappolato nella rete e appresso dei passi farsi sempre più vicini. Intimorita, mi nascosi dietro a un tronco finché vidi farsi largo tra i cespugli un uomo che con piglio sicuro si dirigeva verso l’animale. Mostrava un portamento fiero, uno sguardo volitivo e un corpo nel fiore della giovinezza. Il suo fascino mi incantò e rimasi così, immobile, a godere di quello spettacolo con i muscoli del corpo come pietrificati, il respiro lento e il battito flebile fin quasi a sparire. La mente era sgombra di qualsiasi pensiero ed era come se una forza mai conosciuta prima si impossessasse di me. Lo osservavo in religioso silenzioso, facendo attenzione a non disturbarlo: con gesti abili liberò il cervo dalla trappola e senza alcuno sforzo se lo sistemò sulle ampie spalle prima di ricominciare il suo cammino. Io gli stavo dietro, facendo capolino tra un albero e l’altro perché non mi vedesse. Non lo perdevo mai di vista e più gli stavo vicino, più mi sentivo ardere di una passione fuori controllo. Oh, quanto avrei voluto rivolgergli una parola! Dichiarargli il mio amore! Ma Giunone mi punì per la loquacità con cui ero solita intrattenerla mentre il suo consorte se la spassava con le amanti; ero garrula ed ora il silenzio è la mia pena. Parlo solo dopo gli altri e le uniche parole che possiedo sono le ultime da loro pronunciate.

Frattanto, vagando per il bosco, quell’uomo si accorse di aver perso il sentiero e insieme all’orientamento anche i compagni che erano con lui: «Amici miei, sono qui!» gridava ai quattro venti, «Sono qui… sono qui…» gli rispondevo io subito. «Chi va là? Sono Narciso!», «Narciso… Narciso…» dicevo e mentre lo ripetevo, quel nome mi inebriava, rendendo quasi lieve il mio castigo perché pronunciando le sue medesime parole mi sembrava di partecipare della sua stessa bellezza e mi sentivo bene. Lui, intanto, si meravigliava che la natura circostante lo conoscesse e sembrava trarne godimento; si aggirava incuriosito tra le piante alla ricerca del luogo da cui proveniva la voce… la mia, anzi la sua voce. Io non possiedo più nulla: appartengo a lui, perché ogni mia azione, ogni mio pensiero proviene dall’amore che provo per lui.

«C’è qualcuno?» continuava, «Qualcuno… qualcuno…» rispondevo io e quanto più pronunciava parole, tanto più le riceveva in ritorno.

Quanto vorrei sapesse che lo amo alla follia e cosa non farei per farlo cadere tra le mie braccia! Quale consiglio puoi dare a una giovane donna che si strugge d’amore

Eco

Oh no not I, I will survive

Oh as long as I know how to love

I know I’ll stay alive

I’ve got all my life to live, I’ve got all my love to give,

And I’ll survive, I will survive, I will survive.

I will survive, Gloria Gaynor

Estratto del libro: “Epiche, amiche e innamorate” disponibile nel formato cartaceo e in e-book sul sito di Bookabook nella sezione: “Nuove Campagne” https://bookabook.it/libri/epiche-amiche-innamorate/

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Ti leggo un libro

Bambole Spettinate Diavole del Focolare

Nel  fantastico paese di Ollolai, nell’entroterra brullo di un’isola dal mare cristallino, un giovane folletto dai riccioli rosso acceso si reca nelle case dei saggi, armata di parole su carta e sorrisi.

La storia di Stefania Corona, ragazza sarda di 30 anni,  protagonista insieme agli ascoltatori anziani del progetto: “Ti leggo un libro” ha il sapore di una favola; ma ancor più lieto del finale è la realtà di un piccolo comune che fa scuola, che dà una lezione di cultura e civiltà, coniugando bibliofilìa e sociale, avvicinando due generazioni ideali – nonni e nipoti – su un medesimo terreno di autoctono background.

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Amore a distanza

Amata mia,

ti scrivo nel giorno del nostro primo anniversario di solitudine. Sappi che da quando te ne sei andata nulla qui è cambiato: non le mie abitudini, non le suppellettili rimaste lì dove sono sempre state, non il miagolìo mattutino di Cupido che sguscia in camera da letto, accoccolandosi sul tuo cuscino.

Ti chiedo perdono se a lungo sono stato egoista ma non sopportavo l’idea di non averti con me, per cui mi sono deciso solo quando era diventato pericoloso per la tua stessa salute.

Lo ripetevi ogni giorno, in un’ostinata cantilena rivolta ora ai tuoi fratelli – dei quali ricordavi tutti e otto i nomi – ora alle tue cugine, ora a tua mamma, che volevi andare «a casa», finché un giorno ti dissero che ti ci avrebbero accompagnato per davvero e tu non hai avuto il minimo tentennamento. Senza neppure rivolgermi uno sguardo di saluto te ne sei andata, lasciandomi in un deserto. Per te ero diventato nessuno e mille persone insieme, fantasmi della tua infanzia, il tuo passato che viveva nel nostro presente, fatto di giornate che ripetevano il lavoro svolto per una vita intera. Così, sin dal primo mattino, eravamo sempre indaffarati a cucinare, apparecchiare, sparecchiare e lavare le stoviglie: dicevi che i clienti in trattoria erano diventati più numerosi e io cercavo di aiutarti come potevo. Più tardi, seduti a tavola, mi divertivo a contare il numero di commensali fittizi cui avevamo preparato il pranzo e poi, vedendoti assonnata, ti invitavo a non stancarti troppo, convincendoti infine a riposare un paio d’ore. A quel punto, iniziava la mia caccia al tesoro nelle stanze di casa: trovavo le posate in frigorifero, il telefono nel lavandino del bagno, i tuoi gioielli nel cassetto delle lenzuola e il pigiama in quello delle tovaglie. Rimettevo diligentemente tutto a posto, così che tu il giorno dopo potessi fare ordine a modo tuo.

Del cicaleccio della gente non mi son mai curato: forse non sanno che è dalle rovine che trapela la luce e che sì, sono felice di essere ancora al tuo fianco, perché anche la fatica è amore e anche nella sofferenza si nasconde la gioia… basta saperla vedere. Nella nostra seconda vita insieme ti ho riscoperta bambina, priva di ogni corazza, anche della tua consueta eleganza che si è dileguata lasciando il posto a una gestualità insolita, direi buffa e a una sorprendente, fanciullesca, tenerezza. Anche l’amore si impara e tu, dopo più di cinquantasei anni, mi hai insegnato ad innamorarmi ancora di te.

A chi crede che la morte dimori già tra noi, dico che muore chi si arresta di fronte ai cambiamenti e che, invece, continua a vivere chi lasciandovisi cullare non teme di viaggiare seguendo rotte sconosciute. Tu non sai più chi sono io, ma io non posso dimenticare chi sei stata per me. Per sempre.

                                                      Il tuo compagno di Vita.